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Il mantello II Parte

04 maggio 2007

Ed eccomi di nuovo qui per continuare la nostra storia....:-)
(Prima Parte)


II Parte

Il mercante dormì di gusto quella notte, e tutte le notti seguenti.
Le sue giornate erano diventate sempre più piene di impegni...e le notti dormiva profondamente.
Non ricordava assolutamente niente dell'incontro alla fontana, ma stranamente, da allora, la sua vita aveva preso un'altra piega...era in pace con il mondo, tutto gli sembrava meraviglioso, meraviglioso l'amore con sua moglie, meravigliosi gli occhi dei suoi figli che scoprivano la vita giorno per giorno, meravigliosa la vita che gli si apriva davanti ogni mattina al sorgere del sole...
I suoi affari andavano a gonfie vele, ad ogni fiera o mercato di bestiame sempre più clienti si rivolgevano a lui, sembrava quasi che le sue capacità di convincere la gente fossero improvvisamente aumentate...la vita gli sorrideva....
Una notte, tornando da una fiera, fu sorpreso nel mezzo del cammino, da un forte temporale...il cavallo era irrequieto, i lampi e i tuoni lo agitavano molto...ma la strada era deserta, non sapeva come calmare il suo stupendo animale, e anche lui cominciò a sentire una certa inquietudine...
Avvistò da lontano una luce
-Forse una casa - pensò - magari potrò trovare un pò di riparo -
e leggermento rinfrancato e con il cuore pieno di speranza, si diresse verso la luce.
Effettivamente in breve tempo avvistò una casa, nè bella, nè brutta, nè vecchia, nè nuova, una casa di contadini, come se ne poteva incontrare lungo le strade di montagna che collegavano paesi distanti tra di loro.
Speranzoso, accarezzò il suo cavallo e bussò alla pesante porta di legno.
Un contadino, un uomo come tanti, gli aprì la porta e, vedendolo in quelle condizioni, sotto quel temporale, senza neanche dargli il tempo di dire una parola, gli aprì la porta, dicendo
- Sei il benvenuto, forestiero -
Ripararono il cavallo nella stalla e poi fu invitato a scaldarsi e asciugarsi davanti ad un camino...
Il mercante si guardava intorno, in quella casa sconosciuta, con un uomo sconosciuto che lo aveva accolto, si sentiva stranamente bene, circondato da uno strano calore...
Le fiamme nel camino gli scaldarono le ossa, e poco a poco uno strano calore si impossessò anche della sua anima...
Il contadino era piuttosto silenzioso, disse solo
- Tra poco rientrerà mia moglie e ci preparerà qualcosa da mangiare -.
Restarono ancora un pò in silenzio a guardare le fiamme...la porta si aprì ed entrò una donna, nè giovane, nè vecchia, nè bella, nè brutta...una contadina come tante...
Uno strano brivido percorse la schiena del mercante...il mantello che la donna si tolse dalle spalle gli aveva provocato uno strano tremito interno...ma pensò che fosse un brivido dovuto al freddo che aveva preso...
La donna scomparve in una stanza e in men che non si dica portò a tavola una pentola con un succoso stufato per cena....
Si sedettero a tavola...la donna riempì un piatto di stufato e nel porgerlo al mercante per un attimo le loro mani si sfiorarono e i loro sguardi si incrociarono: il tempo si fermò, il mondo reale circostante scomparve e da quegli occhi nocciola in un lampo apparvero tutti i colori del mondo e tutte le esperienze di mille vite vissute...un attimo, niente di più di un attimo...
Il mercante stavoltà oppose tutta la resistenza che la sua mente potè fornigli e con bramosia allungò la mano per toccare quella donna...solo la punta del dito indice sfiorò la mano della donna, un secondo, la donna si ritrasse e il suo sguardo divenne di ghiaccio...l'indice bruciava come una ferita fatta da un ferro rovente...
Mangiarono in silenzio, il temporale era passato e il mercante riprese la strada di casa...ma un tormento ardeva come un fuoco dentro di lui...quella notte non dormì...
Non dormì neanche la notte seguente...uno strano fuoco lo stava divorando dentro...piano piano nella sue mente tutto cominciò a tornare al posto giusto...ricordò la donna della fontana, ricordò quegli occhi...ricordò il mantello...e capì che da quel giorno tutta la sua vita era cambiata, tutto andava a gonfie vele...siiii...era lei...la donna del mantello...la donna che gli aveva cambiato la vita...ora si...ora lui sapeva...che strano fascino aveva la consapevolezza di aver ricevuto quel dono...la sua fantasia cominciò a galoppare...avrebbe potuto sfruttare molto di più ora le sue capacità e avrebbe potuto fare soldi a palate...
Avrebbe...ma così non fu...giorno dopo giorno cominciò la sua lenta discesa...gli affario tornarono a languire, tanta fatica per venedere qualche capo e ricavare ben poco per sfamare la sua famiglia, la casa gli apparve di colpo vecchia e malandata, la moglie era sfiorita, curva sulla vita, i bambini non facevano che martellargli la testa con i loro pianti...
Il mercante non riusciva a farsene una ragione...non si spiegava tuti questi eventi...
Ad una fiera c'era una specie di veggente, cartomante...circospetto si sedette sul panchetto un pò sgangherato della vecchia e si fece leggere la mano...la veggente cambiò espressione non appena ebbe preso nelle sue mani quella del mercante...le sue dita ricurve, con la pelle raggrinzita, sfiorarono quella specie di bruciatura sull'indice e con severità guardandolo negli occhi disse
- Mi dispiace amico, oggi non è il tuo giorno fortunato...non saresti dovuto venire da me - .
Il mercante fece una risata nervosa e disse che non credeva affatto a certe cose, quindi qualsiasi cosa gli fosse stato detto, lui non ci avrebbe creduto...
ma la veggente, con un sorriso triste gli disse
- Amico mio...tu hai fatto qualcosa con il cuore, sei stato toccato dalla magia di una potente strega...sei stato molto fortunato...ma...-
- Ma cosa? - disse a questo punto il mercante impaziente
- Ma - ripetè la veggente - non hai saputo accettare il dono. La tua curiosità ha rovinato tutto...hai voluto sapere la verità, hai voluto sfidare un potere che non ti è dato conoscere...ma soprattutto non ti sei mostrato degno di questo regalo...e il regalo così come ti era stato dato...ti è stato tolto -
- ah...chiacchere....solo chiacchere - disse il mercante alzandosi...ma una strana angoscia si impadronì di lui....
Sulla strada del ritorno, si sentì sulle spalle la stanchezza di tutta una vita...capì...capì che aveva osato sfidare poteri che non erano per lui...ma soprattutto capì che la sua avidità aveva rovinato tutto...e mesto tornò alla sua triste vita...

The End

La mia nonna mi raccontava questa storia con nomi e cognomi di persone e dettagliate descrizione dei luoghi della stoia, luoghi che io ben conosco, e conosco anche i figli del mercante...è certo che la storia di quella famiglia ha avuto per un breve periodo un picco di fortuna, ed è certo che hanno molto sofferto la povertà in un periodo successivo...la mia nonna mi diceva sempre che certi doni non sono per tutti...

Le streghe sanno ricompensare degnamente chi fa loro del bene...ma guai a chi cerca di approfittare di loro...sono destinati alla sconfitta...




Il mantello I Parte

26 aprile 2007

Questa è un'altra storia che la mia magica nonnina mi raccontava le sere d'inverno...davanti al camino...lei mi teneva sospesa tra due mondi per ore...io tenterò di portarvi con me in un'altra dimensione...



Prima parte

- Ancora un'ora di cammino e finalmente saremo a casa - disse il mercante di bestiame, accarezzando il collo del suo magnifico cavallo.
Il viaggio di ritorno era stato lungo e faticoso, ma le vendite erano andate bene, alla fiera aveva piazzato tutto il bestiame e aveva preso contatti per nuovi affari...
Cominciava ad imbrunire, lungo la strada sterrata nessuno che incrociasse il suo cammino...solo i rami degli alberi che si protendevano come braccia di misteriosi esseri e suoni di animali nascosti tra le fronde...
Il suo sguardo, dietro una curva, si pose su di un pozzo, che lungo la via, faceva da ristoro per i numerosi viandanti...
Il mercante decise di fare una sosta, il cavallo sembrava esausto ed anche a lui avrebbe fatto bene un pò di riposo e un sorso di acqua fresca.
Scese da cavallo e tirò su la corda con il secchio di acqua...il cavallo nitrì...il mercante lo accarezzò per calmarlo, ma il cavallo scuoteva le orecchie, agitava la coda, dimenava il capo e le briglie tintinnavano nel silenzio quasi irreale che li circondava...Il mercante cominciò a percepire anch'egli qualcosa nell'aria, sembrava tutto fermo e immobile...iniziò ad agitarsi anche lui...un brivido gli passò lungo la schiena...la cosa non gli piaceva per niente...
- Meglio allontanarsi -, pensò...
Senza bere neanche un goccio d'acqua, fece per rimontare a cavallo, ma un leggero fruscio dietro di lui lo fece bloccare...
Lentamente si girò e quello che vide lo lasciò senza fiato: davanti a lui una creatura di una bellezza indescrivile...i lunghi capelli corvini non riuscivano a coprire il corpo nudo, che la fanciulla tentava di nascondere con le mani e alcuni rami...mai il mercante aveva visto tanta bellezza, tanta dolcezza in una creatura...la cosa che però più lo colpì furono gli occhi...occhi nocciola, avrebbe detto, ma che quando fissò bene si rivelarono di tutti i colori...languidi...spaventati...occhi senza tempo...al mercante per un attimo parve di vedere in fondo a quegli occhi migliaia di vite vissute.
Il mercante rimase senza parole...tutto era immobile...e, completamente perso in quella visione, non seppe far altro che prendere un mantello che portava legato alla sella e porgerlo alla meravigliosa creatura, che lo prese e senza dire una parola, se lo avvolse intorno al corpo, lo ringraziò con un battito di ciglia...e con un fruscio, così come era apparsa, sparì di nuovo tra le fronde.
L'atmosfera magica sparì, così come si era creata...Il mercante si scosse da quella specie di torpore che lo aveva colpito...nell'aria non c'era più la magia...nella sua testa non c'era quasi più traccia di quello che era successo...nel suo cuore però c'era una fiamma nuova....non sapeva cosa fosse, non ne era neanche cosciente....
Riprese il cammino e arrivò a casa, dove lo aspettava la moglie...mise a posto tutto...e quando la moglie gli chiese dov'era il suo mantello, meravigliato di non vederlo alla sella del suo cavallo...rispose - Dev'essermi scivolato lungo il cammino e non me ne sono accorto -
Dormì di gusto quella notte...

....to be continued...

Una storia....

14 aprile 2007

Buongiorno....sono tornata!!!!

Si....dopo una settimana nella mia terra natia, sono tornata nella terra d'adozione....Non saprei assolutamente scegliere tra le due...in maniera diversa sono visceralmente legata ad entrambe...una mi ha formata, ha visto i miei primi passi, ha costruito le mie fondamenta, l'altra ha dato modo alla mia personalità di esprimersi...
La permanenza tra le colline e i monti della mia terra è stata molto intensa questa volta...il calore della mia famiglia mi ha proprio rigenerato....e inoltre ho avuto occasione di vivere emozioni intense, ho avuto un incontro inaspettato con un animale bellissimo, un capriolo credo....superbo...credo che i suoi occhi languidi e orgogliosi non li dimenticherò facilmente...
Sono stata molto in famiglia...specialmente la sera in cui davanti al camino si parlava tutti insieme...con i racconti di mamma e papà di cose strane e vecchie storie che i nonni una volta raccontavano ai nipoti...ne voglio raccontare una, molto particolare...riguardante le streghe...ovviamente...
Premetto che la mia mamma come dice sempre non crede in certe forze, non ci credeva quando le è capitata questa cosa, non ci crede ora, però, come dice sempre lei, è stata sottoposta a questa prova a cui non riesce a dare una spiegazione.
Anni 50...mio fratello era nato da un paio di mesi...bimbo bellissimo...una sera, mio papà andò al cinema, la mia mamma era rimasta sola a casa...in campagna allora non c'era ancora l'elettricità, quindi si usavano le candele...bene, la mia mamma, preparò mio fratellino per la notte, gli tolse i vestitini, li poggiò su una cassapanca, mise la candela sul suo comodino e la spense per dormire...Quando mio padre rientrò non trovò la candela al solito posto, e dovette spogliarsi al buio...La mattina quando mia mamma si alzò, la candela era introvabile, mio fratello dormiva al contrario nella culla ed era tutto attorcigliato tra le lenzuola e le coperte, scarmigliato...la mia mamma dice che fece fatica a tirarlo fuori dal lenzuolino e dalla coperta che lo stringevano...il letto era poi tutto striato di nero...quello del moccio della candela...e i vestitini di mio fratello non c'erano più....la mia mamma uscì allarmata con il bimbo in braccio e chiamò la mia nonna, donna particolare...con conoscenze ancestrali...lei per prima cosa lavò e purificò mio fratello, poi si lavò lei, ed entrò in camera....sotto il materassino della culla trovò i vestitini tutti attorcigliati con in mezzo la candela...
Chi aveva potuto fare ciò? Di certo non un gatto entrato furtivamente...secondo la mia nonna era stata una strega che voleva mio fratello...e allora contro il volere di mia mamma, a mio fratello fu preparato 'lu brehe', un amuleto fatto da mia nonna apposta per lui, con piccole cose racchiuse dentro un sacchettino di tela tessuta a mano dalla mia mamma contenente alcuni oggetti particolari....questo amuleto fu indossato da mio fratello a pelle per parecchi anni...e le streghe non tornarono più a fargli visita...
Paura eh?!?....Vi assicuro che la sera davanti al camino quando senti raccontare certe storie...anche se sei la persona più razionale di questo mondo...un brivido ti percorre la schiena...e voi....voi...ci credete alla Streghe?

 
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